Obbligo rumore auto elettriche: cos’è il sistema AVAS e a cosa serve

Un’auto elettrica bianca transita su una strada lastricata in un centro storico, passando accanto a una donna a piedi. Sullo sfondo si vede un bar con persone sedute ai tavoli.

Obbligo rumore auto elettriche: cos’è il sistema AVAS e a cosa serve

Silenziose? Sì, a volte anche troppo. Nel 2014, l’UE ha introdotto una normativa in più fasi che implementa l’obbligo di rumore per le auto elettriche, proprio perché sotto una certa andatura un motore a batteria non produce quasi nessun suono e questa assenza può essere fonte di pericolo per pedoni e ciclisti. 

Noi di TIL seguiamo ogni giorno circa 250 veicoli elettrici a noleggio nel reggiano: tutti i nostri mezzi sono dotati di segnalatore acustico, che si attiva nelle manovre, nel rispetto delle norme vigenti.

In questo articolo, spieghiamo cosa prevede la direttiva europea: che cos’è il sistema AVAS, a quale velocità entra in funzione, quali livelli sonori deve rispettare e da quando l’obbligo si applica alle vetture in commercio.

Perché l’Unione Europea ha imposto il rumore alle auto elettriche

Il rumore per le auto elettriche è stato reso obbligatorio per ragioni di sicurezza stradale. Sotto i 20 km/h un mezzo a batteria è quasi impercettibile, a differenza di un veicolo con motore termico che alla stessa andatura si annuncia col tipico basso rombare dei motori a combustione. Superata quella soglia lo scarto si assottiglia: il movimento degli pneumatici sull’asfalto e lo spostamento d’aria prodotto dalla vettura stessa generano un suono riconoscibile.

L’assenza di rumore può costituire un pericolo proprio quando la macchina elettrica si muove lentamente, come nei parcheggi, in prossimità delle aree pedonali, all’uscita da passi carrai e negli incroci di quartiere. La Commissione europea ha presentato la misura come una tutela degli utenti vulnerabili della strada, pedoni e ciclisti in primo luogo. Il regolamento agisce su un doppio binario: impone un livello minimo ai mezzi a batteria e riduce per fasi successive il rumore ammesso allo scarico dei motori termici (per abbassare le soglie di inquinamento acustico nelle aree urbane), con l’ultimo taglio alle nuove immatricolazioni da luglio 2026.

La questione riguarda da vicino le persone cieche e ipovedenti, per le quali il segnale acustico del traffico è un parametro necessario su cui fare affidamento per muoversi in sicurezza. La European Blind Union ha seguito l’iter della norma chiedendo requisiti acustici più stringenti di quelli poi adottati.

Come funziona l’AVAS, il dispositivo che produce il rumore delle auto elettriche

AVAS è l’acronimo di Acoustic Vehicle Alerting System, l’apparato su cui si regge l’obbligo di rumore per le auto elettriche e per le ibride che marciano a motore termico spento. Produce un suono continuo, modulato in base all’andatura, che rende percepibile la presenza del veicolo e il modo in cui si sta muovendo.

Il segnale entra in azione dall’avvio e resta attivo fino a circa 20 km/h, oltre che durante la retromarcia. Livello e caratteristiche del suono variano automaticamente con la velocità, così chi si trova sul marciapiede distingue un mezzo che accelera da uno che sta rallentando.

Sui volumi la normativa fissa due estremi:

  • il minimo è di circa 56 dB(A) a 20 km/h, un’intensità paragonabile al ronzio di un frigorifero, e scende progressivamente alle andature più basse; 
  • il massimo è di 75 dB(A), soglia che l’avvisatore non deve superare in nessuna condizione.

I requisiti tecnici di dettaglio, comprese le bande di frequenza, sono contenuti nel regolamento UNECE n. 138.

Da quando è obbligatorio l’AVAS sulle auto elettriche

La normativa ha scaglionato l’applicazione dell’obbligo in due fasi: dal 1° luglio 2019 il sistema è richiesto su tutti i nuovi tipi di mezzo elettrico e ibrido omologati, mentre dal 1° luglio 2021 su tutte le vetture nuove immatricolate. Le prescrizioni sono esplicitate nel regolamento (UE) 540/2014, che indica il livello sonoro dei veicoli a motore, e nell’atto delegato (UE) 2017/1576, che ne ha riscritto l’allegato VIII.

Non si tratta di un provvedimento retroattivo, ma agisce solo sull’omologazione e l’immatricolazione; quindi le auto registrate prima di queste scadenze non devono essere adeguate. Chi ha acquistato un’elettrica di qualche anno fa può quindi ritrovarsi senza avvisatore acustico a bordo o con un dispositivo che il costruttore aveva installato in via volontaria.

La prima formulazione della legge ammetteva un interruttore di pausa con cui il conducente poteva sospendere il segnale. Il regolamento delegato (UE) 2019/839 ha poi allineato le norme europee allo standard UNECE n. 138, che su questo è più restrittivo, e sulle vetture approvate di recente la disattivazione temporanea non è più prevista.

Cosa si sente alla guida di un’auto elettrica con AVAS

Dal posto di guida il rumore delle auto elettriche prodotto dall’AVAS non costituisce un disturbo o una distrazione, perché il dispositivo è tarato per farsi sentire fuori dall’abitacolo. A finestrino aperto, o durante una manovra lenta in un parcheggio coperto, si distingue un fruscio modulato che cambia tono con la velocità: non è un guasto e non va segnalato come tale.

Il segnale non sostituisce l’attenzione di chi sta al volante. Nelle aree pedonali e nelle zone a traffico limitato, dove i mezzi a batteria circolano con maggiore frequenza grazie alle agevolazioni previste, conviene procedere a passo d’uomo e tenere conto che una parte dei pedoni indossa gli auricolari. Le regole dei varchi reggiani sono raccolte nell’articolo dedicato all’accesso ZTL delle auto elettriche a Reggio Emilia.

Lo stesso vale in retromarcia, dove l’avvisatore resta attivo ma il fattore critico rimane la visibilità alle spalle del veicolo.

Le auto elettriche a noleggio e l’aggiunta di rumore

La flotta di auto e furgoni elettrici a noleggio comprende generazioni diverse di veicoli: modelli come Renault Megane E-Tech e BYD Dolphin sono arrivati con l’obbligo già in vigore. Invece, per le vetture entrate in servizio prima del 2021, come la Nissan Leaf MY2018, valgono le prescrizioni del momento in cui sono state approvate e abbiamo adeguato la dotazione del mezzo in conformità alla normativa. 

Per chi si sposta a batteria tutti i giorni, il tema del suono si affianca a quello dell’autonomia: le postazioni disponibili in città e il modo di utilizzarle sono raccolti nella guida alle colonnine di ricarica auto elettrica a Reggio Emilia.

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Domande frequenti sull’obbligo di rumore per le auto elettriche

Chi ha comprato un’elettrica prima del 2021 deve installare l’AVAS?

No, il vincolo riguarda l’omologazione dei nuovi tipi dal 1° luglio 2019 e l’immatricolazione dal 1° luglio 2021. Per chi guida una vettura già in circolazione non è previsto alcun adeguamento retroattivo.

Si può aggiungere un avvisatore acustico a un’elettrica che non lo ha?

Sul mercato esistono dispositivi da installare a posteriori, ma nessuna norma impone di montarli. Ogni intervento sulla dotazione di un mezzo già omologato va concordato con la rete di assistenza del costruttore, che conosce le regole applicabili a quel modello.

Si può spegnere il rumore di un’auto elettrica?

No, a bordo non c’è un comando per zittirlo. Sulle elettriche dei primi anni può ancora comparire l’interruttore di pausa, che in ogni caso torna in posizione attiva a ogni riavvio del veicolo.

Un’auto elettrica con AVAS fa più rumore di una a benzina?

No, l’avvisatore deve farsi notare, non sovrastare il traffico, e il suo tetto resta allineato a quello di una vettura a combustione. Sopra i 20 km/h il confronto si sposta su rotolamento e aerodinamica, dove l’elettrica resta comunque la più discreta.

L’obbligo vale anche per le ibride e per gli scooter elettrici?

Vale per le ibride in grado di muoversi con il solo motore elettrico, perché in quella condizione il veicolo è silenzioso quanto un’elettrica pura. Ciclomotori e motocicli a batteria seguono, invece, una disciplina di omologazione diversa, che non prevede lo stesso vincolo.

Le auto elettriche fanno rumore anche da ferme?

Il suono a veicolo fermo non è imposto dalla normativa europea, che concentra il requisito sulla fase di movimento. Alcuni costruttori lo prevedono comunque come dotazione aggiuntiva, per segnalare che la vettura è pronta a partire.