28 Ott Riciclo batterie auto elettriche: smaltimento e second life
Il riciclo delle batterie per auto elettriche è regolato dal diritto europeo, che stabilisce chi deve ritirare gli accumulatori a fine vita e quali materiali recuperare. Una batteria che perde autonomia, però, non diventa automaticamente un rifiuto: può continuare a funzionare sul veicolo oppure, se idonea, essere riutilizzata come accumulo di energia. Quando il riuso non è possibile o opportuno, entra nella filiera di recupero dei componenti.
Noi di TIL conosciamo il tema da vicino grazie alla gestione quotidiana di circa 250 veicoli elettrici a Reggio Emilia con l’econoleggio, all’interno di un parco auto che supera gli 800 mezzi noleggiati sul territorio nazionale.
In questa guida vediamo cosa succede a una batteria a fine vita, quali obblighi prevede la normativa, come funziona il recupero dei materiali e a cosa serve la second life.
Riciclo batterie auto elettriche: cosa succede a fine vita
Una batteria non è necessariamente a fine vita solo perché ha perso parte dell’autonomia. Con il tempo diminuisce la capacità di immagazzinare energia, misurata dallo State of Health (SoH): un valore dell’80% indica che può contenere circa l’80% dell’energia iniziale. Molti costruttori prevedono una garanzia di 8 anni o 160.000 km, spesso con una soglia di capacità residua intorno al 70%, ma le condizioni variano in base al modello.
Secondo uno studio Geotab pubblicato nel 2026, basato su oltre 22.700 veicoli elettrici, il degrado medio delle batterie è del 2,3% annuo. È una media, non una scadenza: temperatura, utilizzo e ricarica fanno la differenza. Nel campione, l’uso frequente di ricariche rapide DC oltre 100 kW è associato a un calo vicino al 3% annuo, contro circa l’1,5% per i veicoli che usano soprattutto potenze inferiori. Per scegliere dove e come ricaricare può essere utile la nostra guida alle colonnine di ricarica a Reggio Emilia.
Prima del trattamento dei materiali, la batteria viene valutata: può restare sul veicolo, essere riparata o ricondizionata, oppure essere destinata a un uso diverso, come l’accumulo stazionario. Ricondizionamento, second life e riciclo non sono la stessa cosa e non si susseguono necessariamente: la scelta dipende dallo stato di salute, dalla sicurezza e fattibilità tecnica ed economica.
Smaltire le batterie delle auto elettriche: cosa prevede la normativa
Per smaltire le batterie delle auto elettriche esiste un quadro preciso, il Regolamento (UE) 2023/1542, in vigore dal 17 agosto 2023. La normativa prevede la raccolta separata e sistemi di ritiro gratuiti per l’utilizzatore finale, organizzati dai produttori o dai soggetti incaricati. Le batterie esauste non devono finire insieme ai rifiuti urbani, ma nei canali autorizzati di raccolta, trattamento e riciclo.
Sul fronte del riciclo delle batterie delle auto elettriche, il regolamento distingue fra efficienza di riciclo, misurata sul peso complessivo, e recupero dei singoli materiali. Per le batterie a base di litio, l’efficienza minima richiesta è del 65% entro il 2025 e del 70% entro il 2030. Entro il 31 dicembre 2027 va recuperato almeno il 90% di cobalto, rame, piombo e nichel e il 50% del litio; entro il 2031 le quote salgono rispettivamente al 95% e all’80%. Nel 2025 l’UE ha definito un metodo comune per misurare i risultati e nel settembre 2026 la Commissione ha confermato gli obiettivi. Dal 18 febbraio 2027 sarà, inoltre, obbligatorio il passaporto digitale per le batterie dei veicoli elettrici immesse sul mercato UE, con informazioni utili anche a riuso e riciclo (tra cui la composizione).
Dove e come consegnare una batteria esausta
La batteria di trazione non va smontata o trasportata autonomamente. In caso di guasto, sostituzione o fine vita del veicolo è necessario rivolgersi a un’officina qualificata o alla rete di assistenza del costruttore, che indica il canale corretto di ritiro. Se l’auto è a noleggio, il primo riferimento è il noleggiatore. La gestione professionale serve anche a prevenire i rischi connessi all’alta tensione e a eventuali danni alle celle.
Come funziona il processo di riciclo, dalla raccolta al recupero dei materiali
La filiera comprende raccolta e trasporto in sicurezza, scarica controllata, smontaggio e separazione delle diverse parti. Il pretrattamento delle celle produce la black mass, una miscela di materiali attivi che può contenere litio, nichel, cobalto, manganese e grafite, a seconda della chimica della batteria. Da questa frazione si recuperano metalli e composti utili con processi idrometallurgici (che impiegano soluzioni chimiche) o pirometallurgici (ad alte temperature). Anche involucro, cavi e altri componenti seguono filiere di recupero dedicate.
A gennaio 2026, a Soliera (in provincia di Modena), è entrato in funzione un hub per il pretrattamento delle batterie sviluppato da Reinova, A&C Ecotech e BTS & Saker. Il progetto comprende verifica, messa in sicurezza, trattamento meccanico e produzione di black mass, con una capacità stimata in 12.000 tonnellate l’anno.
Le criticità dello smaltimento delle batterie per auto elettriche
Il problema dello smaltimento delle batterie per auto elettriche non è l’impossibilità di recuperarne i materiali, ma la necessità di impianti specializzati, trasporti sicuri e processi industriali complessi. Anche i costi e l’impatto ambientale variano in base alla tecnologia e alla composizione delle batterie.
Secondo la IEA, nel Global EV Outlook 2026, possono passare circa 15 anni tra l’aumento della domanda di batterie e la disponibilità di volumi paragonabili a fine vita: fino alla metà degli anni ‘30 del 2000, quindi, gli impianti lavoreranno soprattutto sugli scarti di produzione. Uno scenario elaborato da Motus-E stima che nel 2050 i volumi di batterie destinati al riciclo potrebbero raggiungere circa 3,4 milioni di tonnellate in Europa, di cui 400.000 in Italia. Si tratta di una proiezione, non dei quantitativi attuali.
Le batterie esauste sono rifiuti da raccogliere e trattare separatamente, attraverso il sistema di ritiro previsto dalla normativa. Riportare in circolo i metalli può ridurre il fabbisogno di nuove estrazioni e produrre componenti con materiale riciclato può abbattere di quattro volte le emissioni. L’effettivo vantaggio ambientale del riciclo di batterie per auto elettriche dipende però da chimica, tecnologie di recupero, trasporti ed energia impiegata: non esiste un’unica percentuale di riduzione delle emissioni valida per ogni processo.
Second life battery: una seconda vita prima del riciclo
Una second life battery è una batteria già utilizzata su un veicolo che, dopo verifiche tecniche e di sicurezza, viene impiegata con un’altra funzione, di solito come accumulo stazionario. Può immagazzinare l’energia prodotta dagli impianti rinnovabili, supportare la rete elettrica o alimentare sistemi di accumulo industriali e, in alcuni casi, domestici.
Non tutte le batterie sono idonee: contano capacità residua, condizioni delle celle, sicurezza e convenienza rispetto a un sistema nuovo. Secondo lo studio Motus-E, in alcune applicazioni la seconda vita può prolungare l’utilizzo di circa 10 anni, ma non è una durata garantita. Al termine di questo impiego la batteria viene avviata al riciclo dei materiali.
Noleggio di veicoli elettrici a Reggio Emilia con TIL
Il nostro progetto nasce alla fine del 2000 e dal 2001 offriamo veicoli a basse emissioni e completamente elettrici per noleggi di breve, medio e lungo periodo. Dall’avvio del servizio, siamo riusciti a evitare il rilascio complessivo di oltre 9.000 tonnellate di CO₂. Inoltre, ci siamo posti l’obiettivo di compensare la totalità delle emissioni derivanti dai servizi erogati entro il 2030.
Con l’econoleggio mettiamo a disposizione auto e furgoni elettrici da un solo giorno fino al lungo termine. Per conoscere i modelli disponibili o richiedere informazioni, contattaci.
Domande frequenti sul riciclo delle batterie delle auto elettriche
I materiali recuperati possono essere usati per nuove batterie?
Sì, dopo la separazione e l’eventuale raffinazione possono rientrare nella produzione di nuovi materiali per celle, quando raggiungono i requisiti di qualità richiesti. Il riciclo recupera materie prime, non trasforma automaticamente una batteria usata in una batteria nuova.
Come si stabilisce se una batteria è adatta alla second life?
Servono verifiche specifiche su capacità residua, comportamento delle celle, anomalie e sicurezza. Lo State of Health è un indicatore importante, ma non basta da solo: una batteria danneggiata o non sicura può essere esclusa dal riutilizzo anche se conserva una buona autonomia.
Tutte le batterie delle auto elettriche contengono cobalto e nichel?
No, la composizione cambia a seconda della tecnologia: le batterie NMC contengono nichel, manganese e cobalto, mentre quelle LFP (litio-ferro-fosfato) non impiegano nichel e cobalto nel materiale attivo del catodo. Per questo anche il valore dei materiali recuperati e i processi di riciclo possono essere diversi.
Cosa succede a una batteria danneggiata in un incidente?
Deve essere valutata da personale qualificato, perché urti e deformazioni possono comprometterne la sicurezza anche senza danni visibili. Non va smontata, trasportata o riutilizzata autonomamente; i tecnici stabiliscono se possa essere trattata in sicurezza e quale filiera seguire.
Cosa fare se la batteria di un’auto elettrica TIL presenta un problema?
In caso di anomalie o cali di prestazione insoliti su un veicolo a noleggio, contatta TIL e segui le indicazioni ricevute per l’assistenza. La batteria di trazione è un componente ad alta tensione e non deve essere aperta o riparata da chi utilizza il mezzo.
Il ritiro gratuito comprende anche il costo di una batteria nuova?
No, il ritiro della batteria esausta previsto dalla normativa europea non equivale alla sostituzione gratuita. Il costo di diagnosi, manodopera e nuova batteria dipende dalla garanzia del costruttore, da eventuali coperture assicurative e dal contratto del veicolo.